• Flavio Porcu -Pure Sardinia-
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    Mixology: il culto del bere meglio

    Il mirto spontaneo della macchia mediterranea, le bacche del ginepro autoctono dalle coste battute dal vento, le erbe selvatiche endemiche di una incontaminata isola. La pozione magica di Pure Sardinia, progetto nato dall'intuizione del sassarese Flavio Porcu, è una miscela di sapori, e immagini, accattivanti. Tanto che Gin, Vodka, Mirto e Vermouth, prodotti con questo Dna isolano, sono stati accolti in modo sorprendente sul mercato internazionale.

    L’idea è semplice: sfruttare un patrimonio naturale e ambientale unico, per produzioni di nicchia, lavorate senza fretta, presentate in chiave moderna e distribuite in modo oculato. Oggi i prodotti sono presenti anche in Eataly, la vetrina più importante dell’italian food nel mondo, gli spirit lovers ne hanno apprezzato il carattere originale ma è, soprattutto, l’arte avanzata della miscelazione, la mixology, a richiedere prodotti di questa qualità. Ne abbiamo parlato con Flavio Porcu: «L’idea era quella di riprodurre uno schema del passato, quando si raccoglievano i prodotti della terra per le piccole produzioni locali. Oggi si chiama chilometro zero. Ci proponiamo al mondo senza artifizi, semplicemente con il gusto della materia prima».

    Ma non basta. Sono lo stile, l’alta qualità, l’elogio alla lentezza, a creare il mood di Pure Sardinia: «La tendenza internazionale è questa, i professionisti che operano in questo campo si sono specializzati nella ricerca di prodotti originali. Il risultato è una cultura del bere che si fa opera d’arte, sapori esclusivi, da gustare senza fretta, per apprezzare ogni passaggio di questa creazione».

    Bere meno e meglio. Così è cambiato il modo di approcciarsi ai banconi dei locali di tutto il mondo, sebbene la ricerca della qualità determini necessariamente un costo superiore: «Le produzioni industriali sono più competitive in termini di prezzo ma non possono reggere il confronto con la qualità, le eccellenze. Il messaggio che queste nuove tendenze lanciano sul piano mondiale – prosegue Porcu - è che a comandare non devono essere i numeri. L’Italia è uno dei luoghi in cui questo meccanismo è conosciuto e apprezzato all’estero, dove si sceglie di pagare qualcosa di più per i prodotti che sono davvero di produzione locale».

    C’è una nuova generazione che si muove in maniera univoca in questa direzione. Quasi un culto misterico del gusto, in cui Bartenders e Mixologists guardano al passato, studiano il presente, si vestono, si muovono, si misurano sul mood retrò tanto caro agli Hipster, dilatano il concetto di tempo e, nella miscelazione, sfruttano un potenziale altissimo: «Sono loro a cercare i nostri prodotti - conclude il patron di Pure Sardinia- perché sanno bene che il top della loro professione oggi è riuscire a riunire il concetto di modernità a quello di ritorno alla tradizione, il tutto presentato in modo originale. Un mondo che consente ai turisti di entrare in contatto con l’isola attraverso i suoi sapori autentici e ai sardi di apprezzare nuove strade, tra innovazione e memoria».

     

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